
COMUNICATO STAMPA COMUNICATO STAMPA COMUNICATO STAMPA
ASIAGO (VI) MUSEO LE CARCERI DAL 3 DICEMBRE 2011 AL 26 FEBBRAIO 2012 LA MOSTRA
Matteo Massagrande
Opere 2002 - 2011
Una importante mostra antologica, con 80 opere di medie e grandi dimensioni e oltre
20 incisioni, propone le incessanti ricerche sulla materia e sulla luce di questo grande artista contemporaneo.
Dal 3 dicembre 2011 al 26 febbraio 2012 presso il Museo Le Carceri di Asiago (Vicenza), verrà presentata la mostra MATTEO MASSAGRANDE. Opere 2002 - 2011.
Il Comune di Asiago, con il patrocinio della Regione del Veneto e in collaborazione con l’Associazio- ne Alberto Buffetti, è lieta di presentare l’esposizione delle opere del pittore Matteo Massagrande, dai suoi lavori dei primi anni del duemila, sino ai quadri più recenti. Nei suggestivi spazi del Museo Le Carceri saranno esposte circa 80 opere, realizzate con tecnica mista su tela e su tavola, di uno dei più famosi e apprezzati pittori e incisori dell’attuale panorama artistico. Saranno esposte anche molte incisioni, la cui raffinata tecnica, appresa negli anni giovanili dal maestro Giovanni Barbisan, ha portato alcuni suoi lavori a far parte del Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze. Curata da Nino Sindoni e Alberto Buffetti, vuole essere un riconoscimento e un omaggio all’opera di un grande artista, molto apprezzato in Italia e all’estero da critici e collezionisti.
Dopo la mostra di sue opere, che nel 2009, allestita nella Esedra di Levante di Villa Manin a Passa- riano, rende omaggio al paesaggio ungherese e si accosta alle tele degli Impressionisti esposti a Villa Manin nella grande mostra “L’età di Courbet e Monet”, curata da Marco Goldin, questa esposizione propone le incessanti ricerche del pittore padovano sulla materia e sulla luce, che restano caratteristi- che inconfondibili della sua pittura.
Questa importante mostra antologica verrà presentata nello stesso luogo dove già nel 2009 il pubblico e la critica hanno premiato la mostra antologica del maestro scledense Giorgio Scalco che, usando un linguaggio figurativo di grande potere evocativo e padronanza tecnica, ci ha incantato con le sue nature morte, interni con figure e paesaggi dell’altopiano di Asiago. A questa è seguita la retrospettiva del grande maestro Leonardo Cremonini, la personale del giovane scultore padovano Ettore Greco, e le avvincenti nature presentate dal pittore milanese Maurizio Bottoni.
L’Associazione Alberto Buffetti già nel 2007 ha curato la mostra del maestro Massagrande a Padova, presso il Museo Civico al Santo e ha voluto partecipare attivamente anche a questo grande evento. La mostra è un segno tangibile della ferma volontà da parte del Comune di Asiago di diffondere la Cultura, in ambito locale e non solo; anzi vuole dimostrare chiaramente l’impegno concreto della Città per fare di Asiago e del suo Altopiano, meta già affermata del turismo internazionale, anche un centro importante della cultura.
Con questa esposizione Asiago continua il proprio dialogo con la cultura, e in particolare con l’arte contemporanea, per ritrovare e approfondire quel rapporto antico e forte che ha sempre avuto con questi fondamentali elementi della civiltà.Massagrande dipinge le luci, i rumori, i sapori di ciò che lo circonda, di tutto ciò che può toccare, annusare, respirare, mettere in tasca, in testa, nel cuore. Non dipinge mai temi lontani dai suoi sensi e per lui nel mondo tutto è collegato: le luci, gli odori, i tempi. Li tiene con sé e dipingendo li ritrova in un quadro, e noi con lui.
Abituato ad immagini che abbagliano e stordiscono, davanti alle opere di Massagrande l’osservatore si stupisce di provare quella sorta di commossa leggerezza che coglie quando si è a contatto con le stanze più intime di sé. Matteo Massagrande è in grado di trasfondere emozione pura nelle sue tele, che spaziano dal figurativo alla natura morta, al paesaggio.
Matteo ha avuto la fortuna - o la condanna - di sentire sin da bambino il trascorrere del tempo, dei decenni: era palpabile sui muri, nelle pietre, nelle stanze delle case in cui ha trascorso la sua infanzia. Un mondo caratterizzato dalle luci che vi penetravano e che le animavano, così come al tempo era col- legato anche il paesaggio circostante. Queste luci, questo saper stare solo con se stesso in un ambiente che dialoga con lui, ha formato anche la sua personalità. Sono queste le stanze vuote e i paesaggi dei suoi quadri, insieme alle altre case della sua vita, le case del quotidiano, quelle reali e quelle idealizzate. A questi suoi temi si sono aggiunti i paesaggi dell’Ungheria, in cui l’artista a trent’anni ha ritrovato tutte le cose già familiari. Qui ha imparato che può essere diversa la dimensione attraverso la quale viene intuito lo spazio: un ungherese - racconta Matteo - ama dire “io vivo dentro il paesaggio, non ce l’ho solo davanti”. Massagrande dipinge come se veramente ci fosse dentro. In Ungheria gli alberi a volte sono blu; magari per cinque minuti, per uno strano gioco di luce, lo sono davvero.
E Matteo ha imparato a conoscere l’alfabeto segreto di quel paesaggio, per poterlo leggere e poi tra- sferirlo nelle sue opere. Ha imparato a far vivere nei suoi quadri i suoi ricordi di quel mondo, per farci vedere il blu o il verde, di cui forse non ti accorgeresti mai. Le tele di Massagrande instaurano un dialogo intimo con l’animo di ciascuno, perché sanno intreccia- re nella loro sapiente tessitura cromatica il fremito della vita e il sospiro della poesia.
Nota biografica
Matteo Massagrande è nato a Padova nel 1959. Si avvicina giovanissimo alla pittura e approfondisce le sue conoscenze artistiche studiando le antiche tecniche di pittura e i grandi maestri del passato. Inizia a esporre nel 1973 a Treviso, a cui seguiranno numerose mostre collettive e prestigiosi concorsi. Nel 1974 incontra per la prima volta Giovanni Barbisan, da cui apprende le tecniche dell’incisione e con il quale instaura una profonda amicizia. Il pittore Luigi Tito, conosciuto a Venezia nel 1975, lo invita alla Scuola Libera del Nudo dell’Istituto d’Arte. Fondamentale incontro per la pittura di Massagrande, gli trasmette l’importanza della materia nell’opera pittorica. Nel 1976 conosce Cadorin che decide fin dal primo incontro, vedendo le sue opere, di fargli da inse- gnante. La prima lezione, prova di umiltà nei confronti dell’arte, si risolve nel come puntare la matita. Le successive lezioni, invece, vengono dedicate alla tempera all’uovo quattrocentesca, che ancora oggi fa parte del patrimonio tecnico di Massagrande. Nel 1977 incontra Giorgio De Chirico, che lo incoraggia a proseguire nello sviluppo delle grandi tecniche pittoriche. Compie diversi viaggi di studio negli Stati Uniti, in Belgio, Germania e Olanda. A Parigi nel 1985 frequenta Orfeo Tamburi, da cui impara ad amare le visioni delle città, ma anche ad evitare la tenta- zione di ripetere troppe volte lo stesso soggetto. Nel 1986 realizza un ciclo di affreschi e dipinti in un palazzo storico di Londra.
Nel 1993 sposa Angela e l’Ungheria, paese di origine della moglie, diventa per Massagrande una seconda patria; nel 1994 viene pubblicata una monografia con la quale si chiude simbolicamente il periodo della pittura giovanile. Inizia a frequentare annualmente “Hajósi Alkotótábor”, il Campus Internazionale d’Arte di Hajós (Ungheria) dove, oltre a dipingere insieme ad affermati artisti dei paesi dell’Est, insegna a molti giovani studenti di diverse Accademie d’Arte.
Nel 2002 inizia a elaborare nuove tecniche e conduce studi approfonditi sulla materia e sulla luce, caratteristiche inconfondibili della sua pittura. Nel 2007 oltre cento lavori sono esposti in una ampia rassegna che il Comune di Padova gli ha dedi- cato presso il Museo al Santo.
Nel 2009 una mostra di sue opere, allestita nella Esedra di Levante di Villa Manin a Passariano, rende omaggio al paesaggio ungherese e si accosta alle tele degli Impressionisti esposti a Villa Manin nella grande mostra “L’età di Courbet e Monet”, curata da Marco Goldin. Presentato da Vittorio Sgarbi, nel 2011 è presente alla 54a Biennale d’Arte di Venezia, presso il Padi- glione Italia, nella sede di Villa Contarini, mentre la Albemarle Gallery di Londra gli dedica una importante mostra personale.
Vive a Padova e divide la sua attività tra lo studio padovano e quello di Hajós in Ungheria.
MATTEO MASSAGRANDE
Opere 2002 - 2011
Dal 3 dicembre 2011 al 26 febbraio 2012
Luogo:
ASIAGO (VI) - MUSEO LE CARCERI Via Benedetto Cairoli, 13
Orari di apertura:
Lunedì - venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
Ingresso libero
Inaugurazione:
Sabato 3 dicembre 2011, ore 18.00
Sarà presente l’artista
Catalogo in mostra: Massagrande - Nuova edizione riveduta A cura di Alberto Buffetti Testi critici di Sandro Parmiggiani e Giorgio Segato Progetto editoriale - Associazione Alberto Buffetti 105 riproduzioni a colori - 290 pagine
Informazioni:
Comune di Asiago (VI) Ufficio del Turismo tel. 0424 464081 asiagoturismo@comune.asiago.vi.it www.comune.asiago.vi.it
Balaton, 2011, tecnica mista su tela riportata su tavola, cm. 60x194
Associazione Alberto Buffetti
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: ac- cettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Italo Calvino, “Le città invisibili”
“E la bellezza non è un bisogno, ma un’ebbrezza. Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa, Ma piuttosto un cuore ardente e un’anima incantata.” Kahlil Gibran, “Sulla Bellezza”
In queste frasi, di due autori così distanti nel tempo e nello spazio, eppure così attuali, si possono ri- conoscere i principi che ispirano l’Associazione Alberto Buffetti, associazione no profit, che ha come finalità la diffusione della cultura in tutte le sue forme. Promuove in particolare l’arte, italiana e inter- nazionale, mediante la collaborazione con gallerie private, musei e spazi istituzionali per esposizioni di grande rilievo, e mediante la pubblicazione di monografie e cataloghi di artisti contemporanei e non.
La filosofia che sottende e anima l’operato della Associazione si basa su una idea radicale e, per certi versi, inverosimile: si chiama “Teoria del potere del contesto” e ritiene che il comportamento sia in funzione del contesto sociale; afferma che ciò che importa veramente sono le piccole cose. Una strada dove una casa ha qualche finestra con i vetri rotti, facilmente sarà oggetto di altri atti vandalici; e come un’epidemia può essere stroncata intervenendo sui dettagli minori dell’ambiente im- mediatamente circostante, così l’Associazione Alberto Buffetti vuole offrire il proprio contributo; non vuole trasmettere una dottrina, ma solo proporre un personale accostamento di temi ed artisti diversi.
Senza seguire le strade delle facili “provocazioni” o delle più avanzate tendenze artistiche, l’Associazio- ne ha realizzato molte proficue collaborazioni con gli Assessorati alla Cultura di diversi Comuni, allo scopo di portare la cultura non solo nelle città ma anche nelle realtà di provincia. Tra queste Thiene (VI), Schio (VI), Padova, Gavardo (BS), Asiago (VI), Legnano (MI), Vicenza, Cento (FE), Reggio Emilia, Cittadella (PD); anche all’estero vi sono stati importanti eventi a cui l’Associazione ha parteci- pato, come la mostra del pittore algerino Abdallah Khaled a Landshut (Germania) e la personale dello scultore padovano Ettore Greco, presso il XVI° arrondissement del Comune di Parigi, e di recente, la grande retrospettiva del maestro Leonardo Cremonini presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene.
Tra i lavori già pubblicati sono disponibili importanti volumi, come quelli dedicati all’opera giovanile e alla raccolta, in gran parte inedita, dei disegni e acquerelli del pittore Leonardo Cremonini; al grande incisore James Ensor; allo scultore Ipousteguy. Accanto a questi sono presenti artisti già affermati all’estero, in Europa, in America o in Canada, ma meno conosciuti nel nostro paese: monografie e cataloghi dedicati ai pittori Gianfranco Asveri, Maurizio Bottoni, Matteo Massagrande, Romano Lotto, Abdallah Khaled, Giorgio Scalco, Roberta Crocioni, Silvio Lacasella, Fausto de Nisco, Ottorino De Lucchi; agli scultori Giovanni Paganin ed Ettore Greco.
«Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.» diceva Marco Polo al Kublai Kan. L’Associazione Alberto Buffetti si adopera per trasmettere il fascino di questa ricerca, lungo le tappe di un percorso emozionale ed intellettuale, a cui non siamo più abituati a prestare attenzione e a dare importanza. I libri che l’Associazione pubblica, e le mostre a cui collabora, non hanno l’intento di trovare riscontro alle mode più attuali o di dire una parola definitiva su opere o artisti; vogliono solo raccontare una piccola parte di un paesaggio che ciascuno può ammirare, vagando fra quadri o disegni, lasciando intravedere splendidi scorci da punti di vista non usuali. Come una guida di viaggio o un racconto, che ci parlasse ogni volta, con pittori, scultori, incisori diversi, dell’anima dell’artista e attraverso l’artista, del mondo.
«La bellezza non è un bisogno, ma un’ebbrezza. Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa, Ma piuttosto un cuore ardente e un’anima incantata.» diceva il poeta Kahlil Gibran. Questa è la visione dell’arte che l’Associazione Alberto Buffetti cerca di diffondere.
Associazione Alberto Buffetti e-mail: arte@buffetti.org